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A–Z
M
M'è venuto fatto

Mi è venuto istintivo, spontaneo.

– Perché ha' raccontato a tutti che s'è sfranellato?
– M'è venuto fatto di dillo a Bruno, e lui ha sparzo la voce.
traduzione:
– Perché hai raccontato a tutti che ci siamo baciati?
– M'è venuto istintivo dirlo a Bruno, e lui ha sparso la voce.
Ma fai 'na bullétta?
ossia: ma fai una burletta?

Domanda retorica che significa «Sei così sciocco da fare la tal cosa? Stai forse scherzando?».

Ne esiste anche una piccola variante: «Ma fai la bulletta?»

Nonostante le apparenze, in questa frase la bulletta non ha alcuna parentela col chiodo a capocchia larga: è la deformazione di burletta, che in italiano è sinonimo di celia, scherzo, farsa giocosa.

(†) Magnàccio

Magnaccia, sfruttatore di prostitute.

(†) Maladétto

Meledetto.

(†) Malidétto

Maledetto.

Mallegàto

Insaccato di sangue e pezzetti di grasso di maiale, impastati insieme e conditi con sale e spezie. Altrove detto sanguinaccio.

Mallèvati di 'ulo
ossia: ma lèvati di culo

Malgrado le apparenze, spesso mallèvati di 'ulo non intende esortare qualcuno a togliersi dai piedi, ma a farla finita di spararle troppo grosse.

– Ieri ho dato 'na cenciata ar campione italiano di tennisse.
– Mallèvati di 'ulo!
traduzione:
– Ieri ho battuto in larga misura il campione italiano di tennis.
– Ma falla finita di spararle cosi grosse!

Se si allontana di 50 o 100 chilometri dalla propria città, il livornese non può usare quest'espressione con troppa disinvoltura: è assai probabile che l'interlocutore lo prenda alla lettera, cioè che capisca vattene via. Meglio evitare.

† Mandràcche

Diffusa storpiatura (spesso consapevole) di Mandrake, il celebre mago dei fumetti.

So assai io! Caa ti 'redi, sia Mandracche?
trad. Ma che ne so! Cosa ti credi, che sia un mago?
(†) Mandrugià
ossia: mandrugiare

Mantrugiare, palpeggiare.

† Màne

Mani.

Levàtivi subito le mane di dosso!
trad. Toglietevi subito le mani di dosso!
(†) Mànfano

Diffuso in varie zone toscane, il manfano è l'organo genitale maschile.

Viene anche usato per indicare l'uomo volgare, maleducato, rozzo nel modo di agire.

Ma se' scemo a tirà fori 'r manfano vi all'aperto?
trad. Ma sei pazzo a tirar fuori il pisello qui all'aperto?
Se' propio 'n manfano, sai?
trad. Sei proprio un bell'ignorante, sai?
† Manfruìto

Ermafrodita. Per estensione omosessuale, finocchio.

(†) Mangiare i lupini

Per un motivo non meglio precisato (che forse in futuro chiariremo), la domanda «Hai mangiato i lupini?» viene posta alla persona i cui pantaloni sembrano stare corti, che appare improvvisamente cresciuta di statura.

† Manùvrio

Manubrio.

(†) Maolà
ossia: macolare

Riempire di botte una persona, tanto da lasciarle i lividi sulla pelle.

Ho preso vattro in giografia, e mi' pa' m'ha maolàto.
trad. Ho preso 4 in geografia, e mio padre mi ha riempito di botte.
Marchése

È un modo tutt'altro che elegante per definire il ciclo mestruale, che viene usato anche a Firenze e in molte altre zone d'Italia.

Marémma

Sostitutivo di Madonna per le bestemmie più comuni. Serve a renderle meno grevi, ma soprattutto utilizzabili di fronte a chiunque. Nessuno, infatti, protesta o si scandalizza nel sentir dire «Maremma cane».

Maremma puttana c'è 'n vento si vola.
(traduzione superflua)
Margherìta

È il nome che i livornesi danno al crostaceo che altrove viene chiamato gransèola, grancèvola o grancèola. Un granchio commestibile di grandi dimensioni, lungo anche 20 centimetri, con le zampe e le chele assai sottili.

Marrocchìno

Marocchino.

Si usa chiamare marrocchino anche un uomo molto scuro di pelle o fortemente abbronzato, non importa sia nato in Marocco.

Ir mi' figliolo è un marrocchino: è stato ar mare tutta l'estate.
(traduzione superflua)
Marzagrà
ossia: marzagrare

Massacrare.

Màsa

Vedi la locuzione fare la masa.

† Mastiabròdo
ossia: masticabròdo

Colui che mangia lentamente, con svogliatezza, finanche ad estenuare i commensali.

Mastiabròdo, quanto ti ci vòle a finì di mangià?
(traduzione superflua)
† Melóne

Un tempo poteva assumere il significato di mortadella.

† Menengìte

Meningite.

† Menùto

Minuto.

Aspetta un menuto!
(traduzione superflua)
Mèrda

Sfortuna, jella.

Boia, che merda ho avuto!
trad. Maledizione, che sfortuna ho avuto!
Lui lì c'ha la merda addosso!
trad. A quel tizio si è attaccata la sfortuna addosso!

Malauguratamente, questo modo di definire la sfortuna sta via via cedendo il posto all'inascoltabile sfiga, un termine che proviene direttamente dalla "Milano da bere", quella del «va' a cagher, pirla cazzo figa».

L'autore di questo dizionario si augura che il cittadino labronico comprenda presto quale orrendo suono produce in bocca sua la sfiga, si impossessi nuovamente del proprio orgoglio e torni a bere non "la Milano", ma i ponci a vela, infinitamente più sani, gustosi e gradevoli all'ascolto.

Mestichière

Mesticatore, colui che ha un negozio di mesticheria.

† Mèttisi a pane
ossia: mettersi a pane

Fidanzarsi.

Mèttisi di buzzo bòno
ossia: mettersi di buzzo buono

Mettersi a svolgere un compito con grande impegno.

† Mi ricérca

«Mi ricerca» si dice di una bevanda che rimane indigesta, la quale sembra "ricercare" (andare in cerca di qualcosa) nelle viscere. È un po' come dire «mi rimane rimane sullo stomaco» in modo più colorito.

– Ti ci va 'na 'apomilla?
– Grazie ma un la posso bé: mi ricerca.
traduzione:
– Ti va una camomilla?
– Grazie ma non posso berla: mi rimane sullo stomaco.
Mi sente

Mi fa male, mi duole.

Vo a letto, mi sente la testa.
trad. Vado a letto, mi duole la testa.
(†) Miparmigliànni
ossia: mi pare mille anni

Locuzione che indica desiderio o impazienza, usata quando un'attesa sembra troppo lunga (addirittura mille anni), traducibile come non vedo l'ora.

Si mòre dar freddo, miparmigliànni ritorni l'estate.
trad. Si muore dal freddo, non vedo l'ora ritorni l'estate (mi sembrano mille anni che sto qui ad aspettarla).
(†) Mitiolóso
ossia: miticoloso

Meticoloso.

Mollà
ossia: mollare

Dare con forza.

Se un la fai finita ti mollo 'n ciaffone.
trad. Se non la smetti ti do uno schiaffo.
† Montinéro

Variante lessicale di Montenero, il quartiere collinare di Livorno celebre per la presenza del Santuario della Madonna di Montenero, patrona della Toscana.

(†) Morisse mi' ma'
ossia: morisse mia madre

Per convincere l'interlocutore che stiamo affermando qualcosa di assolutamente vero, si può aggiungere «morisse mi' ma'», il più solenne fra i giuramenti. Così solenne che viene fatto regolarmente anche dagli orfani.

† Mòrvido

Morbido.

(†) Mossàccia

Modo sgarbato di agire o reagire.

– Perché c'ha' letiàto?
– Dé, m'ha fatto 'na mossaccia per nulla.
traduzione:
– Perché ci hai litigato?
– Che potevo fare? Mi ha risposto sgarbatamente senza motivo.
Mugolóne

Un modo per definire l'atto del sesso orale.

Murà a secco
ossia: murare a secco

Locuzione che significa «mangiare senza bere». Non si può costruire un muro solo con mattoni e cemento: occorre anche l'acqua.

O coso! Mi fai murà a secco?
trad. Ehi, amico! Vuoi farmi morire di sete? Dammi da bere, su!
(†) Musaròla

Museruola.

 
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